Sciopero Apple Retail: a Bologna adesione all’80%.
Fisascat CISL: «Servono assunzioni stabili e carichi di lavoro sostenibili»
Grande partecipazione alla giornata di sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di Apple Retail Italia proclamata dalla Fisascat Cisl e dalle altre organizzazioni sindacali di categoria per l’intero turno di lavoro.
La mobilitazione, tenutasi nel giorno del lancio dei nuovi iPhone, ha visto protagonisti a livello nazionale oltre 1.600 dipendenti dei 17 punti vendita della multinazionale statunitense. Un segnale forte anche da Bologna, con il presidio davanti al negozio di Via Rizzoli, dove l’astensione ha interessato oltre l’80% del personale. Al centro della protesta la richiesta di organici adeguati, carichi di lavoro sostenibili e maggiore stabilità occupazionale.
“I lavoratori di Apple protestano perché l’azienda non ascolta le loro rivendicazioni. In primis sono sotto organico, da tempo sono stressati da turni massacranti- sottolinea Laura Chiarini Segretaria Generale Fisascat Cisl Area Metropolitana Bolognese,- e l’azienda come risposta assume persone a tempo determinato per poi non stabilizzarle mai. I lavoratori sono stanchi, hanno un indice di malattia altissimo proprio perché dettato da questo stress continuo causato da un lavoro non organizzato e quindi scioperano proprio per rivendicare una maggiore stabilità a livello occupazionale e per un lavoro di qualità e dignitoso”.
La mobilitazione del 18 settembre dà seguito allo stato di agitazione avviato a giugno e alle assemblee svolte il 7 settembre negli store italiani.
Le organizzazioni sindacali hanno avanzato richieste precise: un piano condiviso di assunzioni, la stabilizzazione di una quota dei lavoratori a tempo determinato e la possibilità di incrementare volontariamente l’orario dei dipendenti part-time, modulando gli interventi sulle esigenze dei singoli punti vendita e definendo tempi certi per la loro attuazione.
Nell’incontro del 29 luglio, Apple non ha accolto queste richieste, annunciando invece un aumento delle assunzioni a termine e un anticipo del loro avvio. Una risposta ritenuta insufficiente dalle organizzazioni sindacali, che considerano il ricorso prolungato al lavoro temporaneo un segnale della presenza di esigenze strutturali di personale.
Tra le criticità segnalate ci sono inoltre la crescente promiscuità delle mansioni e la necessità di una maggiore chiarezza nella definizione dei ruoli.
“Apple non può celebrare i profitti e ignorare chi li rende possibili. Il successo del gruppo si traduca in lavoro stabile, rispetto e dignità – ha dichiarato Francesco Muci, operatore della Fisascat Cisl nazionale. – La partecipazione allo sciopero è un segnale che l’azienda deve ascoltare. Dietro ogni vendita e ogni intervento di assistenza ci sono competenze, impegno e responsabilità che contribuiscono ai suoi risultati e che meritano un riconoscimento concreto. Non è accettabile che alla crescita delle vendite e dei profitti si accompagnino carichi sempre più pesanti e continue pressioni sul personale. Abbiamo avanzato proposte precise su assunzioni, stabilizzazioni e incremento volontario degli orari dei part-time. Chiediamo ora un confronto capace di produrre impegni verificabili e tempi certi. L’innovazione deve riguardare anche la qualità del lavoro e tradursi in organici adeguati, mansioni chiare e valorizzazione professionale”
Le organizzazioni sindacali confermano la disponibilità al confronto con Apple. Lo stato di agitazione resta in vigore e potranno essere proclamate ulteriori ore di sciopero a livello territoriale.

