Iran. La Fisascat Cisl al presidio Cisl a Roma
Dell’Orefice: «Pieno sostegno alla lotta dei giovani, delle donne, delle famiglie e dei lavoratori iraniani che chiedono la fine del regime che li opprime e un futuro fondato su libertà, diritti e democrazia»
Iran. La Fisascat Cisl al presidio Cisl a Roma
La Fisascat Cisl ha preso parte a Roma al presidio organizzato dalla Cisl davanti all’Ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran, promosso in occasione della riunione del Consiglio Generale della Confederazione, per esprimere pieno sostegno alla lotta dei giovani, delle donne, delle famiglie e dei lavoratori iraniani che chiedono la fine del regime teocratico e un futuro fondato su libertà, diritti e democrazia.
«L’appello che il nostro sindacato rivolge alle istituzioni nazionali e a quelle europee – ha dichiarato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola – è di sostenere la lotta di chi, al costo della propria vita, invoca la svolta democratica. Donne, uomini, tantissimi studenti, a cui il mondo libero e il sindacato internazionale devono rispondere mobilitandosi. Bisogna esercitare ogni pressione perché finisca il massacro e venga superata una volta per tutte la sanguinaria teocrazia degli ayatollah, con una transizione non violenta e il coinvolgimento della comunità internazionale».
Il sit-in, avviato nel pomeriggio, si è concluso in serata con una fiaccolata in memoria di tutte le vittime della repressione messa in atto dai Pasdaran contro i manifestanti.
Presente alla manifestazione, insieme alla segreteria nazionale Fisascat Cisl, il segretario generale Vincenzo Dell’Orefice. «Bene ha fatto la nostra Confederazione a promuovere questo presidio e la fiaccolata davanti all’ambasciata iraniana per esprimere pieno sostegno alla lotta dei giovani, delle donne, delle famiglie e dei lavoratori iraniani che chiedono la fine del regime che li opprime e un futuro fondato su libertà, diritti e democrazia», ha dichiarato il sindacalista.
«La Fisascat – ha concluso Dell’Orefice – è convintamente al fianco di chi protesta in Iran. Siamo fieramente dalla parte di chi è sceso in piazza nel nome di Mahsa Amini, la ragazza curda di 22 anni deceduta il 16 settembre 2022 dopo l’arresto da parte della cosiddetta polizia morale. A oltre tre anni dalla sua morte, lo slogan Donna, Vita, Libertà continua a guidare le rivolte. Le proteste di gennaio 2026, pur nate da motivazioni economiche, rivendicano ancora giustizia per Mahsa e per tutte le giovani vittime della repressione di un regime sanguinario. Noi siamo al loro fianco: quello è il nostro posto. La loro battaglia è anche la nostra. Donna, Vita, Libertà».

