Subappalto e intermediazione: Fisascat Cisl in piazza a Strasburgo

Subappalto Strasburgo

Subappalto e intermediazione: Fisascat Cisl in piazza a Strasburgo

“Stop Exploitation – Subcontracting chains and intermediaries!”

Subappalto e intermediazione: Fisascat Cisl in piazza a Strasburgo

La Fisascat Cisl è scesa in piazza a Strasburgo davanti al Parlamento europeo per chiedere un intervento urgente contro lo sfruttamento del lavoro nelle catene di subappalto e nei sistemi di intermediazione.

La mobilitazione, promossa dalle federazioni sindacali europee EFFAT, EFBWW ed ETF, ha come motto: “Stop Exploitation – Subcontracting chains and intermediaries!”

L’obiettivo dell’iniziativa è sollecitare il Parlamento europeo e la Commissione europea ad avviare un percorso normativo che porti alla definizione di una nuova Direttiva europea specificamente dedicata al subappalto e all’intermediazione del lavoro.

La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare pratiche distorsive che, in diversi settori ad alta intensità di manodopera – agroalimentare, turismo, edilizia, legno e trasporti – alimentano il dumping contrattuale, salariale e sociale lungo le filiere produttive.

Non è il subappalto in sé a essere messo in discussione, né le imprese che operano nel rispetto delle regole e dei contratti collettivi. Ciò che viene denunciato con forza sono gli abusi, le catene di subappalti a cascata e le forme di intermediazione opache che scaricano i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori, comprimendo diritti, salari e tutele.

La Fisascat Cisl ha partecipato con una delegazione guidata dal responsabile delle relazioni internazionali Gianfranco Brusaporci e composta da Matteo Bocchese, Carlo Ghisi e Roberto Cieli, a conferma dell’impegno della federazione per un modello di sviluppo fondato su lavoro dignitoso, qualità dell’occupazione e concorrenza leale tra le imprese.

Nel corso della giornata, una rappresentanza sindacale è stata ricevuta al Parlamento europeo per illustrare le richieste della mobilitazione e ribadire la necessità di colmare i vuoti normativi esistenti, anche in vista della revisione delle Direttive sugli appalti pubblici.

La Fisascat Cisl rivendica inoltre il percorso già avviato nel febbraio 2025 a Bruxelles, con la presentazione di un documento di intenti al Comitato economico e sociale europeo e al Parlamento europeo, finalizzato a rafforzare il dialogo sociale settoriale e la contrattazione d’anticipo come strumenti centrali per qualificare il mercato del lavoro.

Tra le priorità indicate:

  • superare il criterio del massimo ribasso;
  • limitare il ricorso ai subappalti a cascata;
  • rafforzare la responsabilità solidale lungo tutta la filiera;
  • garantire parità di trattamento, continuità occupazionale e condizioni di lavoro sicure e dignitose.

Per la Fisascat Cisl, la mobilitazione di Strasburgo rappresenta un passaggio decisivo per riportare al centro dell’agenda europea la tutela del lavoro e il ruolo della contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa come presidio di legalità, diritti e qualità dell’occupazione aziendale.