Woolrich: lavoratrici e lavoratori in presidio a Pitti Uomo

Presidio Woolrich

Woolrich: lavoratrici e lavoratori in presidio a Pitti Uomo

Da Bologna a Firenze per difendere 109 famiglie. “Non è un trasferimento, è un licenziamento mascherato”

Woolrich: lavoratrici e lavoratori in presidio a Pitti Uomo

Una cinquantina di lavoratrici e lavoratori Woolrich è partita questa mattina da Bologna, in pullman e in sciopero, per raggiungere Firenze e manifestare davanti alla Fortezza da Basso, dove è in corso Pitti Immagine Uomo.

Il presidio unitario, promosso da Fisascat Cisl insieme a Filcams Cgil e Uiltucs Uil, ha due obiettivi chiari:

  • ribadire la contrarietà al trasferimento coatto di 139 lavoratori – 109 da Bologna e 30 da Milano – verso Torino;
  • portare la vertenza all’attenzione degli stakeholder e dei buyer presenti alla manifestazione internazionale della moda.

A inizio dicembre, il gruppo BasicNet – che ha acquisito il marchio Woolrich per un’operazione del valore di 90 milioni di euro – ha comunicato la volontà di chiudere le sedi di Bologna e Milano, concentrando il personale nel capoluogo piemontese.

Dopo il confronto al tavolo regionale, l’azienda ha sospeso le comunicazioni di trasferimento, ma la procedura non è stata ritirata. Il prossimo incontro è fissato per il 30 gennaio.

“Mandare a lavorare le persone a oltre 300 chilometri da casa non è un trasferimento, è un licenziamento mascherato”, dichiara Laura Chiarini, segretaria della Fisascat Cisl Area Metropolitana Bolognese. “Parliamo di 139 famiglie, di cui 109 sul territorio bolognese. Abbiamo chiesto la sospensione dei trasferimenti e l’apertura di un confronto reale e strutturato sul piano di riorganizzazione, per individuare soluzioni concrete di salvaguardia occupazionale.”

Durante il presidio, le lavoratrici e i lavoratori hanno esposto uno striscione con la scritta:
“Fino al 30 gennaio, occhi aperti sulla trattativa”, distribuendo volantini e cartelli con messaggi chiari:
“Dialogo non scorciatoie”, “Il lavoro merita chiarezza”, “La luce resta attiva”.

La scelta di manifestare a Pitti Uomo non è casuale. “Oggi a Firenze è presente il mondo della moda internazionale – prosegue Chiarini –. Vogliamo che gli stakeholder sappiano cosa sta accadendo dietro l’acquisizione di un marchio storico. Difendere l’occupazione significa difendere competenze, professionalità e un presidio importante della moda anche a Bologna.”

La mobilitazione proseguirà fino a quando non ci sarà un blocco effettivo della procedura di trasferimento. Le lavoratrici e i lavoratori continueranno a far sentire la propria voce con presìdi e ulteriori iniziative.

Fisascat Cisl ribadisce la propria disponibilità al confronto, ma chiede a BasicNet responsabilità sociale e soluzioni che non scarichino sulle persone il costo di una riorganizzazione aziendale.